LINA ZIZOLA non ha bisogno di presentazioni.

La sua costante e lunga carriera, dimostrano una passione ed un talento artistici in una ricerca spasmodica, ma controllata e raffinata di come l’Arte può indagare la Vita e le regole dell’Universo.

Questa mostra parte dall’oggi per ripercorrere le sue tappe creative a ritroso, ma con un unico filo conduttore: le tracce appunto.

Tracce di colori, di linee, di spazio e tempo, di atmosfere che partendo da opere più figurative e legate (per amore) al suo Paesaggio Asolano che ricordano con affetto e dolcezza la forza dei paesaggi di Gino Rossi (e quasi lo omaggiano con un senso però più materico e sognante al tempo stesso) ci porteranno ad un vero senso di strappo, di solco, di linee e punti che abbiamo abbandonato; che abbiamo perduto in una corsa non controllata verso l’invasione degli spazi aperti, l’invasione della natura e che ci ha rinchiuso in un tempo intenso, ma non vissuto, non assaporato e perciò, alla fine, implacabile.

Le sue ultime opere, così, ci riportano alla necessità di riprendere il dialogo bucolico “UOMONATURA”, attraverso la storia, attraverso la terra e le sue tracce indelebili che ancora oggi possiamo recuperare in alcuni paesaggi del centuriato romano e che possono permetterci di immaginare e riportare all’origine, attraverso l’arte di Lina, quelle tracce che abbiamo fatto scomparire: quella storia che è bene raccontare e ri-vivere.

Ed allora ritorna nelle sue composizioni artistiche, ma anche geometriche ed architettoniche, il tema, o meglio, i temi del movimento spazialista: quello della seconda metà del ‘900 e dell’asse fondamentale MILANO_VENEZIA.

E come i pittori spazialisti non hanno come priorità l’immagine pittorica in sé, e non desiderano semplicemente definire una corrente di stile bensì affrontare attraverso l’opera d’arte il problema della percezione onnicomprensiva dello Spazio e della Vita, così fa Lina nelle sue opere: ecco perché per me, Lina Zizola è una spazialista!

Ecco allora che i segni insieme ai colori, cercano di risolvere per Lina dei temi a lei cari: la combinazione degli elementi naturali, la presenza della luce, il tempo come elemento che può e deve modificare le vite e darne conto. E i colori non sono importanti in sé per come normalmente e realisticamente li vediamo, ma anch’essi diventano strumenti ed elementi del racconto e dell’indagine!

E quando si va a fondo delle questioni, non in superficie, è necessario appesantire il tratto, trovare tecniche di supporto materico e plastico. SOLCHI e TRACCE della nostra vita interiore e del nostro paesaggio, tanto amato da Lina da analizzarlo pezzo per pezzo, punto per punto, luce per luce.

L’arte di Lina, prende questi elementi, li compone, li seziona, li incastra, li combina nel costante tentativo di indagine e di ricerca per lei imprescindibili.

Un’artista, come Lina, è consapevole di non dover ricevere risposte, per poter proseguire nella sua evoluzione pittorica, con lo scopo, invece, di lasciare delle TRACCE!

 

Asolo, 27 aprile 2019

Mariagrazia Lizza Arch.